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mercoledì 22 settembre 2010

Il circo di Gheddafi e la minaccia seria dell'islamizzazione

Egregio direttore,
a Roma è nuovamente arrivato il circo, questa volta però non si tratta di quello prestigioso della Orfei o di Montecarlo, bensì di quello del leader libico Gheddafi atterrato sul suolo italico con al seguito, oltre l’immancabile tendone, anche una serie di amazzoni e cavalli da far invidia ai circensi professionisti. Tralasciando le questioni economiche e politiche riguardanti la visita, ciò che ha fatto scalpore sono state le sue affermazioni, nella ormai consueta lezione sull’islamismo, che tiene a ragazze scelte per l’occasione (ma il metro di giudizio per la selezione è il quoziente intellettivo?).

Questa volta il nostro oratore ha intrattenuto gli astanti su temi quali il ruolo della donna e l’Islam nell’Europa, arrivando a considerazioni a dir poco stucchevoli. Gheddafi ha vaneggiato affermando che le donne islamiche sono più libere di quelle occidentali; ma le ragazze islamiche come Hina e Sanaa, uccise dal padre perché troppo occidentali, sono invenzioni della stampa? E le donne che ogni giorno vengono uccise o picchiate dai conviventi musulmani, sono solo nella nostra immaginazione?

Ma il raiss non si è limitato a queste idiozie, ha continuato a sparlare dichiarando che “l’islam dovrebbe diventare la religione di tutta l’Europa”! parole che fanno rabbrividire, ma che svelano finalmente il vero scopo dell’esodo nel nostro continente di migliaia di musulmani! Altro che integrazione, lavoro e studio, la vera finalità di queste persone è l’islamizzazione dell’Europa; proprio quello che la Lega ed Oriana Fallaci hanno sempre detto, venendo tacciati di razzismo!

Fortunatamente queste parole sono state condannate anche da parte dell’opposizione, che forse sta aprendo gli occhi, anche se un po’ tardi, su questa cultura troppo diversa dalla nostra. Silenzio assoluto invece da parte delle associazioni islamiche in Italia: chi tace acconsente… L’Europa era, è e rimarrà per sempre cristiana; il libico se ne faccia una ragione!

Igor Mana
Lega Nord Sezione di Mondovì

Da: Il Padano

venerdì 28 maggio 2010

Le pretese dei rom "milanesi": altro che integrazione

Caro direttore,
nei giorni scorsi è nuovamente scoppiata una rivolta dei rom presenti a Milano, i quali hanno messo a ferro e fuoco la città (con la promessa di bruciare tutto se non vengono accettate le loro richieste), per il fatto che il comune voglia chiudere il loro campo nomadi. Non bastassero le proteste inscenate, che hanno causato molti disagi ai cittadini, sono giunte dagli stessi rom richieste che evidenziano la loro volontà di voler sovrastare i residenti milanesi, e tutti coloro che ormai a Milano vivono da anni.
Le pretese riguardano, in primis, l’assegnazione per ogni nucleo familiare rom di un’abitazione a prezzi sostenibili (ma se girano in Mercedes, la casa non possono comprarla come fanno tutti?!), alla faccia di chi è da anni in graduatoria per avere l’agognata casa, di chi ha lavorato una vita ma purtroppo non è riuscito ad avere un alloggio; si pensi ai nostri anziani che spesso sono vittime di questi meccanismi. In secondo luogo, la comunità rom vuole il diritto all’autodeterminazione, ossia il divieto da parte di soggetti esterni (Comune e Provincia) di intervenire nella gestione della comunità stessa. Resterebbe dunque una terra di nessuno, dove non ci sarebbero più controlli, con le conseguenze che si possono immaginare. Questo episodio segna ancora una volta il disinteresse all’integrazione con la popolazione che li ospita; al contrario ogni volta si vede la loro arroganza nel voler avere tutto e subito. Tutto questo però dovrebbe far sorgere un domanda: ma essendo loro nomadi, non dovrebbero essere sempre in giro? Perché invece si stanziano in modo permanente sul nostro territorio?

Igor Mana
(Lega Nord sezione di Mondovì)

da Il Padano