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giovedì 10 dicembre 2009

La lettera inviata dall'AMCI ai medici monregalesi

“Dopo aver letto il Vs. articolo sulla proposta di ordine del giorno del gruppo provinciale del Pd, inviamo lettera originale inviata dall'Amci a tutti i medici monregalesi, in merito all'apertura dell'ambulatorio. Il fatto che noi abbiamo sostenuto che detto ambulatorio fosse per clandestini, non è frutto della nostra mente, ma è scritto nero su bianco su questa lettera. Noi non siamo contro all’iniziativa se questa è rivolta a tutti, e non solo ai non residenti!! Speriamo che la vicenda si chiuda qua e non si protragga fino alle elezioni, essendoci altri problemi importanti, proprio come riportato dal consigliere regionale Rostagno, che ci accusava di perdere tempo dietro a queste cose invece di pensare ai reali problemi monregalesi (e invece ci sembra che chi stia perdendo tempo con questi ordine del giorno, prima a Mondovì, poi in comune a Cuneo ed ora in Provincia, sia proprio il Pd...)”.

Diego Boetti e Giorgio Robaldo - Lega Nord Mondovì


Riportiamo di seguito il testo della lettera dell’Amci inviata al nostro giornale dal gruppo di Mondovì della Lega Nord


“ASSOCIAZIONE MEDICI CATTOLICI ITALIANI

MONDOVI’, 14 SETTEMBRE 2009


Caro collega, da qualche anno è attiva sul territorio della nostra Diocesi di Mondovì una sezione dell’A.M.C.I nazionale (Associazione Medici Cattolici Italiani), che, secondo lo Statuto, ha organizzato e promuove iniziative al servizio della formazione morale, scientifica e professionale dei suoi tesserati e di tutti coloro che operano in ambito sanitario.

Nel corso del passato Anno Sociale, si è deciso di accogliere l’invito di attivare un Centro di Assistenza Sanitaria di prima risposta, seguito da medici ed infermieri, ma anche collegato ai medici specialisti, al servizio non solo degli immigrati, ma di tutti coloro ai quali, in situazione di reale emarginazione sociale, siano bisognosi di visite gratuite ed altamente qualificate. Avrà finalità di assistenza, prevenzione e ricerca.

Non si tratterà di fornire prestazioni né di emergenza né ambulatoriali, e nel caso il paziente risulti residente e quindi regolarmente iscritto al Servizio Sanitario Nazionale, verrà rinviato, accompagnato da un apposito modulo, al proprio medico. Sarà un servizio per quelle persone che per vari motivi non si possono rivolgere alla struttura sanitaria pubblica, un servizio per coloro che semplicemente necessitano di confrontarsi e di essere ascoltate in merito alla loro salute, un servizio per seguire e assistere chi ce ne farà richiesta in modo più famigliare e personale, un servizio per favorire la prestazione specialistica gratuita per coloro che ne hanno necessità e non sanno a chi rivolgersi. Si intende dar vita inoltre, una volta avviata la struttura e incontrato il favore di operatori medici di buona volontà e di generosi benefattori, ad un progetto di cooperazione con ospedali del terzo mondo, attraverso scambi culturali, formazione a distanza e telemedicina, con possibilità di veri e propri teleconsulti.

Questa scelta concreta di servizio è il segno di una comunità che non delega, ma si assume la responsabilità dell’accoglienza e della solidarietà. Sappiamo dai Servizi Sociali e dagli Uffici Caritas della nostra Diocesi che centinaia di persone bisognose ed emarginate ogni anno avanzano la richiesta di essere seguite in ambito sanitario incapaci, impossibilitate o reticenti a servirsi del pur buono Servizio Sanitario Nazionale.

Nell’ambulatorio ci saranno sempre almeno un medico e/o un operatore del volontariato. In base all’esito della prima visita si deciderà se è il caso di sottoporre il paziente a una visita specialistica e si stabiliranno gli accordi successivi ed i tempi di cura. Le visite e gli accertamenti ulteriori saranno quindi prenotati dal medico operatore sanitario presente nell’ambulatorio, in base alla disponibilità degli specialisti di competenza e sarà quindi possibile accedere alle varie consulenza specialistiche ed agli approfondimenti diagnostici.

Chiunque avesse bisogno di assistenza medica potrà chiederla ed ottenerla in tempi brevi, gratuitamente e senza che gli venga chiesto nulla se non un documento d’identità. Ma anche su questo le norme non saranno inflessibili. I casi gravi e gli interventi chirurgici verranno dirottati alle strutture pubbliche (ospedali) nel caso il paziente abbia i documenti; altrimenti si manderanno al pronto soccorso.

L’iniziativa ha riscosso non solo l’autorizzazione, ma anche il plauso della direzione dell’A.S.L. locale ed è svolta in sintonia e collaborazione con la nostra Caritas Diocesana. L’ambulatorio sarà inaugurato sabato 24 ottobre 2009 in p.zza S. Maria Maggiore, 6 e sarà operativo il sabato mattina dalle 9.30 alle 12.00, qualora le adesioni degli operatori fossero generose e numerose si potrà disporre una seconda apertura in settimana.

La medicina nella sua lunga e fantastica evoluzione, non è solo l’espressione di ciò di cui si parla maggiormente: denunce, critiche, episodi di malasanità, ma al contrario ha scritto e scrive tuttora, con discrezione e nel silenzio, delle pagine bellissime, permeate di amicizia, solidarietà e amore per il prossimo. Oggi possiamo scriverne insieme una straordinaria.

Ti scriviamo infatti per domandare la tua adesione, adesione di medico che potrebbe far servizio in ambulatorio, di specialista che potrebbe entrare nel circuito di coloro che gratuitamente accettano di assistere i bisognosi, di farmacista che accetta di sostenerci con la sua competenza e generosità, di infermiere che assiste, accoglie e cura chi si presenta all’ambulatorio, di volontario che si presta per servizi di segreteria ed accoglienza. Qualora tu voglia più informazioni o aderire e sostenere questa iniziativa potrai rivolgerti ai seguenti racapiti:


Consiglio direttivo A.M.C.I.:

Dottoressa Silvana Briatore

Don Fabio Rondano Assistente Ecclesiastico AMCI


Ti ringraziamo dell’attenzione che hai voluto prestarci, ti aspettiamo, e ti auguriamo buon lavoro.


Presidenza Diocesana A.M.C.I."


da Cuneocronaca

lunedì 9 novembre 2009

Ancora sull'ambulatorio clandestini...

Dopo aver letto lettere, comunicati e battibecchi vari, finalmente qualcuno ha chiarito cosa succederà veramente nell’ ambulatorio di Piazza S.M. Maggiore: verranno curati i clandestini.
Il direttore di Provincia Granda Claudio Bo rivela quello che la Lega diceva ormai da diversi giorni, ossia che questo ambulatorio è nato con l’obiettivo di curare gli irregolari.
Nessuno mette in dubbio la fede di queste persone che vogliono aiutare il prossimo; quello che non capiamo è perché gli organizzatori, i medici volontari e Don Fabio Rondano, hanno voluto far credere che questa iniziativa fosse rivolta a tutti monregalesi, pur sapendo di mentire.
Il PD e l’UDC hanno letto solo quello che hanno voluto per poter attaccare la Lega e difendere i loro futuri elettori.
D’altronde, che il PD preferisse i clandestini lo si è già notato quando la Bresso ha pensato di potenziare gli ambulatori dell’ASL Torino 1 dedicati agli stranieri irregolari, tagliando i servizi ai piemontesi (vedi il punto nascite di Ceva).
Peccato per loro anche questa volta il Carroccio ci ha visto lungo, e anche questa volta si è capito chi sta dalla parte dei monregalesi e chi a loro preferisce gli ultimi arrivati. Ma questo, i nostri concittadini, crediamo che lo abbiano già capito!

Lega Nord Mondovì

Sull'ambulatorio dei clandestini...

Il nostro comunicato sull'ambulatorio dei clandestini ha fatto scalpore, e sia PD, sia UDC hanno alzato gli scudi (crociati) e hanno attaccto la Lega difendendo l'operato dei volontari e dichiarando che anche i monregalesi si sarebbero potuti rivolgere a detto ambulatorio.
Ma questo è FALSO! infatti si dice che i residenti verrebbero reindirizzati al medico di famiglia!
Anche il consigliere regionale Rostagno ci ha attaccato, dicendo che ora a Mondovì c'è il problema del Politecnico e non si deve perdere tempo su queste cose... peccato che la Lega si sta muovendo anche sul politecnico! Questo il comunicato in risposta agli attacchi di UDC e PD:

“Dopo la nostra presa di posizione sul nuovo ambulatorio monregalese gestito da volontari, sia PD sia UDC, hanno preso una posizione simile (forse in vista delle future elezioni regionali) e molto distante da quella del Carroccio, difendendo la bontà dell’iniziativa. Certamente, se l’ambulatorio potesse essere utilizzato dai nostri anziani stanchi di fare coda dal medico di famiglia, sicuramente non avremmo avuto nulla da obiettare! Quello che gli amici di PD e UDC sembrano non aver letto, o non aver voluto leggere, è che questo ambulatorio reindirizzerebbe le persone residenti al medico di famiglia!

Quindi il nostro anziano o pensionato (che sia italiano o straniero regolare) non avrebbe nessun beneficio da detto ambulatorio; pertanto basta fare due più due per capire chi usufruirà di questo servizio gratuito!


Sulle affermazioni dei Giovani Democratici, non ci risulta che esistano persone che non hanno la possibilità di essere curati; anche i clandestini possono rivolgersi ad un ospedale per essere curati, senza nessun obbligo di denuncia, ma a spese dei contribuenti.

Sul motivo per cui il reato di clandestinità non abbia ancora migliorato la situazione (la legge è di luglio 2009), bisognerebbe chiederlo a chi applica la legge.

In merito alle parole del Consigliere Regionale Rostagno, la Lega si sta battendo anche per il Politecnico, tant’è che a Roma il Coordinatore Federale dei Giovani Padani, On. Paolo Grimoldi, ha presentato un’interrogazione specifica sul futuro del Poli di Mondovì.

La Regione invece (nonostante la nostra soddisfazione e pieno appoggio) ha fatto sua una nostra proposta emersa nel Consiglio Comunale del 23 ottobre, in cui chiedevamo proprio di spostare il Poli sotto l’università di Genova.


Ancora una volta la Lega è l’unico movimento vicino ai nostri concittadini, mentre altri partiti stanno cercando ovunque ed in modo disperato i voti per il loro futuro”.

Lega Nord Sezione di Mondovì


da CuneoCronaca

martedì 27 ottobre 2009

L’ambulatorio per clandestini è razzismo verso i monregalesi

“Con stupore abbiamo letto dell’iniziativa della Caritas e dell’Associazione Medici Cattolici di aprire un ambulatorio per persone in situazione di emergenza sociale, che per vari motivi non possono o non vogliono rivolgersi alla struttura sanitaria pubblica. Tradotto: un ambulatorio per i clandestini! Grazie al Ministro Maroni, l’immigrazione clandestina è ora un reato punibile con ammenda ed espulsione, ma anche il favoreggiamento all’immigrazione clandestina è reato.

Certo, i medici non sono obbligati a denunciare i clandestini, ma i volontari di questa struttura sanno a quale rischio vanno incontro?

Ancora una volta queste associazioni si comportano in modo razzista verso i monregalesi, soprattutto anziani, che per una visita specialistica in ospedale devono prima di tutto pagare e solitamente attendere il loro turno anche dei mesi! Gli ultimi arrivati invece godranno di visite gratuite, alla faccia di chi da anni paga la sanità pubblica!

Visto che non ci stiamo ad essere sempre gli ultimi a casa nostra, chiediamo alle Forze dell’Ordine di effettuare controlli nei giorni di apertura dall’ambulatorio, per verificare la regolarità di questi pazienti”.


Lega Nord Sezione di Mondovì


da CuneoCronaca